Guida pratica per godersi le Cinque Terre in relax
Quando si pensa alle Cinque Terre, il pensiero corre subito alle frotte di turisti, ai sentieri affollati e alle attese infinite. Ma esiste un modo per assaporare questo angolo di paradiso ligure nella sua essenza più autentica, lontano dalla calca estiva. Si chiama Sentiero Verde Azzurro (SVA) , e il tratto che collega Levanto a Monterosso è la chiave segreta per un’esperienza indimenticabile.
Maggio è il mese perfetto per questa avventura: le giornate si allungano, il clima è mite e, se si scelgono con cura i giorni, si può godere di una tranquillità che in piena estate sarebbe solo un miraggio.

Perché scegliere il tratto Levanto – Monterosso?
Mentre il celebre Sentiero Azzurro che collega i cinque borghi è spesso preso d’assalto, il segmento che unisce Levanto a Monterosso è un’alternativa sorprendentemente più quieta . Questo percorso, che si snoda per circa 7 chilometri, non è solo un collegamento ma un vero e proprio viaggio attraverso panorami mozzafiato, terrazzamenti coltivati e macchia mediterranea .
La vera perla del tragitto è Punta Mesco, un promontorio che regala uno dei panorami più belli dell’intera costa ligure . Da qui, lo sguardo spazia su tutto il golfo delle Cinque Terre, offrendo uno spettacolo che ripaga ogni goccia di sudore.
I numeri del percorso (Levanto – Monterosso)
L’itinerario: dal mare di Levanto alle terrazze di Monterosso

Il nostro viaggio inizia a Levanto, una vivace cittadina che spesso viene ingiustamente considerata solo un punto di passaggio. Invece, merita una sosta: il suo centro storico, il lungomare e le spiagge sabbiose sono un antipasto perfetto per ciò che verrà.
Dal centro al bosco (0 – 1 ora)
L’imbocco del sentiero è una piccola sfida: si trova vicino al mare, dietro la capitaneria di porto, ed è segnalato da una caratteristica scalinata accanto a una casa dalle persiane blu . Da lì, si sale decisi tra muretti a secco, vigneti terrazzati e uliveti secolari . Il profumo del mirto e del finocchietto selvatico accompagna i primi passi, mentre il mare inizia a fare capolino tra gli alberi.
Punta Mesco: il balcone sul golfo (1 ora – 1 ora e 45 minuti)
Dopo aver superato una casa rossa ristrutturata dal FAI, si giunge sul crinale di Punta Mesco . È il momento clou dell’escursione. Il panorama che si apre è a dir poco stupefacente: da un lato il mare aperto, dall’altro l’intera costiera delle Cinque Terre che si svela in tutta la sua bellezza . Una piccola deviazione consente di raggiungere i ruderi dell’Eremo di Sant’Antonio del Mesco, un luogo carico di storia e fascino .
Discesa verso Monterosso (1 ora e 45 minuti – 3 ore)
Lasciata Punta Mesco alle spalle, l’ultimo tratto è prevalentemente in discesa. L’ambiente si fa più selvaggio, tra boschi di lecci e pini marittimi . Il sentiero, a tratti accidentato, si inoltra tra le case sparse della collina, offrendo uno spaccato di vita rurale. Infine, dopo un’ultima serie di scalinate, si sbuca a Monterosso, accolti dal profumo di salsedine e dalla vista del suo caratteristico lungomare .
Come evitare la folla a maggio (strategia vincente)

Maggio è un mese di transizione: la primavera è nel pieno, ma l’estate non è ancora esplosa. Ecco i nostri consigli per vivere il sentiero in relax:
- Scegli il giorno giusto: evita i weekend e i ponti. Le giornate infrasettimanali garantiscono una quiete sorprendente.
- Attenzione al senso unico: nei giorni di maggiore affluenza, il Parco Nazionale attiva un senso unico obbligatorio sul tratto Monterosso – Vernazza nelle ore di punta (dalle 9:00 alle 14:00) . Per maggio 2026, queste date sono: 1, 2, 14, 30, 31 maggio 2026 . Il nostro itinerario, essendo da Levanto a Monterosso, non è soggetto a questa restrizione, ma è importante esserne consapevoli se si volesse proseguire.
- Partenza al mattino presto: Partire da Levanto intorno alle 8:00 – 8:30 permette di avere il sentiero quasi tutto per sé e di arrivare a Monterosso quando i flussi più consistenti iniziano ad arrivare.
Informazioni pratiche e consigli utili
Acqua, un problema serio

Questo è il tallone d’Achille del percorso: non ci sono fontanelle lungo il tragitto . Portate con voi almeno 1,5 – 2 litri d’acqua a persona, soprattutto se la giornata è calda. L’unica opportunità di rifornimento è una piccola struttura a metà percorso (un bar che vende anche tulipani) , ma non è sempre aperta.
Abbigliamento e attrezzatura
- Scarpe da trekking: obbligatorie. Il sentiero è in gran parte sterrato e presenta gradini e tratti sconnessi.
- Abbigliamento a strati: a maggio il clima è variabile. Una maglia tecnica, un pile leggero e un k-way sono la combinazione ideale.
- Cappellino e crema solare: diverse sezioni sono esposte al sole.
Arrivare a Levanto e rientro
- In auto: uscita autostradale Carrodano/Levanto sull’A12 . Si può parcheggiare nei pressi della stazione ferroviaria (a pagamento) .
- In treno: Levanto è ben collegata dalla linea Genova – La Spezia. È la soluzione più comoda e sostenibile.
- Il rientro: una volta arrivati a Monterosso, il ritorno a Levanto è semplicissimo: bastano 4 minuti di treno ! In alternativa, si può ritornare in battello (esperienza suggestiva) o, per i più allenati, ripercorrere il sentiero a piedi al contrario.

Cosa fare dopo la camminata
Arrivati a Monterosso, meritate un meritato premio. Lasciatevi tentare da:
- Un bagno rinfrescante nella sua splendida spiaggia
- Una fetta di torta di riso (la specialità del borgo) in un bar del lungomare
- Un piatto di acciughe fritte (il pesce simbolo di Monterosso)
- Un giro tra i caruggi del centro storico, alla scoperta della Torre Aurora e della Chiesa di San Giovanni Battista
Perché farlo a maggio? Il verdetto finale

Maggio è il mese della perfezione: la natura è esplosa in una tavolozza di verdi brillanti, le ginestre sono in fiore e il profumo del mare si mescola a quello della macchia mediterranea. Le temperature sono ideali per camminare e il sole scalda senza bruciare.
Percorrere il Sentiero Verde Azzurro da Levanto a Monterosso significa scegliere la lentezza, il rispetto per l’ambiente e la voglia di conquistarsi il panorama passo dopo passo. Non è solo una camminata, è un modo diverso di respirare le Cinque Terre. Lo zaino è pronto?







































































